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L’evento/concerto voluto dal Maestro Emilio Suvini a Rapallo

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Locandina evento

L’evento/concerto è stato voluto dal Maestro Emilio Suvini con l’intento di dimostrare che la musica è per tutti. Leggendo il foglio di sala si nota la presenza di bambini (i principianti al pianoforte del maestro Suvini), musicisti professionisti, una persona adulta con sindrome di Down, una persona sorda ed un prof. di pianoforte con diagnosi di autismo. Chi ha avuto la fortuna di essere presente ha lasciato il teatro ponendosi domande ricche di significato.
Una persona con sordità profonda bilaterale congenita non solo suona il violoncello ma suona accompagnata al pianoforte. Come è possibile che riesca ad ascoltare il proprio strumento ed il pianoforte?

Giulia Mazza sta per laurearsi in biologia, lavora presso una cooperativa che si occupa di persone disabili, prepara gli esami per il Conservatorio di musica e… vorrebbe pubblicare una raccolta di racconti dedicati ai bambini.
Eppure nei corsi di musicoterapia nel nostro paese, si continua a dire "sordomuto!".

Francesco Salinari, con diagnosi di autismo (la sua storia è stata scritta dalla mamma Antonietta D’Arcangelo e dalla musicoterapeuta Franca Bianchi, nel libro "Francesco e la chiave del suo mondo" ed. Paoline, Roma 2011) è stato seguito in musicoterapia dall’età di tre/quattro anni. Dalla terapia si è passati allo studio della musica o meglio, lo studio della musica si è rivelato la terapia efficace per Francesco, ora diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, concertista, desiderio di suonare con altri professionisti, in gruppi orchestrali.

Attraverso Internet arrivano alla F.I.M moltissime richieste. Le domande ruotano attorno agli stessi argomenti:
- mi piace la musica e vorrei fare qualcosa con la musica. Quale corso di musicoterapia potete consigliare?
- per qualche anno ho suonato il pianoforte, o la chitarra, o le percussioni e vorrei studiare musicoterapia. Che cosa mi consigliate?
- vorrei studiare musicoterapia in poco tempo, per avere un titolo. Ho visto che ci sono corsi online. Ho fatto studi sulla comunicazione (e/o altro). Mi basta un corso online per fare musicoterapia?

I corsi di musicoterapia, in Italia, salvo eccezioni rarissime, sono aperti a tutti. Non sono richieste competenze musicali. Per dare un riferimento ai lettori ricordiamo che in Belgio (e non solo), gli allievi del corso di musicoterapia devono suonare quattro strumenti musicali differenti (a fiato, corda, percussione); il pianoforte è obbligatorio per tutti. Studenti dei corsi italiani scrivono alla F.I.M. per chiedere un tirocinio sui malati terminali, su persone in coma, su disabili adulti accolti in centri diurni. La parola comunicazione è al centro della loro attenzione. È stato loro insegnato che prendere la mano del paziente è già fare musicoterapia. A che serve saper suonare? Si tratta di chiarire se la musicoterapia è idonea soltanto per queste persone o se può essere utile anche nell’età evolutiva. La frase di Edgar Willems è chiara: "la musica è per tutti". Un professionista in musicoterapia dovrebbe essere in grado di operare con "tutti". Come fa se non sa suonare?

"Secondo la definizione dell’Organizzazione mondiale della sanità le cure palliative si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza. Lo scopo delle cure palliative è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie. Alcuni interventi palliativi sono applicabili anche più precocemente nel decorso della malattia, in aggiunta al trattamento oncologico" da Wikipedia "Cure palliative".

Se Francesco Salinari e Giulia Mazza avessero incontrato musicoterapisti che non sapevano suonare o si arrangiavano in qualche modo, utilizzando musiche registrate o altro ancora, come sarebbe stato il loro futuro? Come fanno i genitori a riconoscere il professionista preparato? È chiaro che soltanto una normativa governativa su questa nuova professione potrà fare una selezione per offrire agli utenti qualcosa di credibile.

Torniamo all’evento di Rapallo. È la prima volta che una persona sorda è in grado di suonare? No, accade da almeno trent’anni.
È la prima volta che un bambino con diagnosi di autismo diventa pianista? No, è accaduto e sta accadendo ancora.

Nel libro "Il corpo vibrante" sono documentate le prove di ascolto su 485 bambini sordi, tutti che giocano, ridono, parlano, cantano e suonano! Una musicoterapia efficace per giungere a questi risultati richiede al musicista un’apertura culturale che gli consenta di conoscere le relazioni fra ritmo, suono, ordine, numero, linguaggio parlato. La musica è dentro a tutto questo. Occorrono fondamenti culturali solidi, conoscenza della musica, della composizione musicale, della pratica strumentale per addentrarsi in questo mondo. Una scelta di questo tipo non si concilia con i corsi di musicoterapia (tuttora privati) aperti a chi non sa suonare, non si concilia con chi crede di poter imparare online, in una manciata di ore, in una serie di incontri limitati nel tempo.
La responsabilità non cade certo sui corsisti ma su chi è responsabile del corso, su chi pensa che, per fare musicoterapia con i bambini con la sindrome di Down, bambini cerebrolesi, autistici, sordi, ciechi, sordociechi, iperattivi, con DSA ecc. non occorre saper suonare.

A queste condizioni il bambino sordo diventa sordomuto, l’autistico rimane incastrato nelle sue stereotipie, il bambino con la sindrome di Down parlerà a fatica (e sarà ascoltato?), il bambino cerebroleso peggiorerà nel tempo ecc.
Il prof. Del BO, direttore dell’Istituto di Audiologia dell’Università di Milano, parlava della morte civile. Possiamo inventarci una musicoterapia senza competenze musicali adatta alle cure palliative per la morte civile?

In vari corsi di musicoterapia si insegna che questa attività è fonte di frustrazioni!

L’evento/concerto di Rapallo è stato portatore di gioia e serenità, quella gioia e serenità che occorre per affrontare i problemi, quelli veri, presenti nella società, nell’operare scelte di responsabilità. L’evento/ concerto di Rapallo ha dimostrato la validità di ciò che è scritto nella legge 104: la disabilità diventa una risorsa.

I video del concerto

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