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Musicoterapia con persone accolte in centri diurni o residenziali

Gli incontri possono avvenire in centri diurni o residenziali che accolgono persone adulte o anziane con problemi psichiatrici, disabilità, problematiche inerenti i processi degenerativi, ecc.

Gli incontri possono essere articolati con piccoli gruppi di persone o individuali.

Il principio fondante rimane l’ascolto della persona. Ogni persona è visibile e tangibile attraverso il suo essere corpo. Ogni persona è caratterizzata dal suo nome. Il nome proprio di ogni persona può essere cantato, intonato, accompagnato dagli accordi di un pianoforte o di una chitarra.

Che emozione si prova a sentirsi chiamati, con il proprio nome, attraverso il canto? Un canto intonato, appena udibile o più marcato, che si ripete, si prolunga, si interrompe. Non importa come, importa che è il nome proprio. Essere chiamato per nome è quello che conta. Essere chiamato con la voce che intona, con l’accompagnamento di uno strumento.

Ciò che accade dipende da ogni situazione. La risposta al richiamo del canto consiste nell’alzare, nel volgere il capo verso la direzione dalla quale proviene il canto. Ecco, il gioco è fatto. La risposta è arrivata. Si può tendere la mano, creare un gesto, essere in comunicazione.

E’ compito del musicoterapeuta cogliere i segnali di ascolto per creare una situazione di condivisione di esperienze. Con un solo strumento musicale in mano, si può essere già in due a suonare.

ASPETTI MUSICALI

Un gesto, un movimento, perfino un accenno di movimento nascondono un ritmo. Tocca al musicoterapeuta cogliere l’attimo di questo ritmo per farlo diventare musica. La stessa cosa vale per il respiro che tenta di diventare voce. Il corpo vibra perché è coinvolto nella risonanza dell’ambiente ed il corpo vibra perché trasforma l’aria inspirata in voce. Il musicoterapeuta coglie l’intonazione e improvvisa in modo discreto. Basta un pianoforte o una chitarra per rompere il silenzio o creare un canto all’interno dei rumori dell’ambiente. Il corpo vibrante parla, racconta, ricorda. Le parole contano poco. Il canto viene prima delle parole e va oltre le parole.