Dislessia, disortografia, disgrafia, difficoltà in aritmetica, discalculia, difficoltà nell’attenzione, comportamenti particolari (aggressività, eccesso di vivacità, incapacità a stare fermo, disinteresse, apatia, eccessivo uso di parolacce, scarsa socializzazione, tendenza all’isolamento, bullismo ecc.).
Il Dialogo Sonoro e l’utilizzo della Risonanza Corporea generano un contesto all’interno del quale il bambino si comporta in modo spontaneo. Questo consente, anche mediante la presenza dei genitori, di conoscere "come" è veramente il bambino, ossia consente di individuare se si tratta di disturbi veri e propri, di tratti comportamentali, di modi di fare che si verificano a scuola e non a casa o altro ancora.
Il bambino, sentendosi accolto e non giudicato, manifesta se stesso. Nasce un dialogo fra il musicoterapeuta ed il bambino. Il dialogo varia dall’essere verbale all’essere musicale (le infinite varianti del dialogo sonoro). Questa flessibilità permette al bambino di esprimere i suoi dubbi, il suo modo di pensare. Inizia il percorso, l’andare "verso" esperienze costruttive che favoriscono nel bambino l’aprirsi verso un modo di valutare gli eventi della sua vita in modo inconsueto, perfino nuovo.
Un bambino che incontra difficoltà nell’imparare a leggere e scrivere, si accorge che questo lo lascia ad un livello inferiore rispetto ad altri compagni. Non ci vuole molto tempo perché si instauri in lui un sentimento di sfiducia che può essere all’origine dei suoi comportamenti (disimpegno, aggressività, discontinuità nell’impegno, brevità nell’attenzione, scoraggiamento ecc.). Non ci vuole molto tempo perché si instauri in lui un sentimento di sfiducia che può essere all’origine del fissarsi di un individuale e superabile ritardo (ogni bambino ha i suoi tempi e modi di imparare) in un disturbo cronico dell’apprendimento, che può arrivare a livelli di patologia. Le basi epistemologiche (Fondamenti Teorici) su cui è fondata la musicoterapia umanistica aprono un infinito mondo di esperienze all’interno delle quali è possibile individuare quali sono le resistenze, le difficoltà interiori che inibiscono gli apprendimenti. La relazione fra la gestualità espressiva, i suoni, la voce, l’articolazione, il senso profondo delle parole ed i segni scritti diviene un mondo meraviglioso da scoprire che apre l’orizzonte verso le conoscenze.
Si incontrano bambini che presentano difficoltà nell’apprendimento dei calcoli. I Fondamenti Teorici della Musicoterapia Umanistica e della Pedagogia Musicale, modello A.P.M.M., chiariscono che l’ordine ritmico della numerazione fa parte, come la parola, dell’essere umano.
Come mai tanti bambini "normali" fanno così fatica a mettere in atto questo ordine?
Perchè mai la relazione madre - figlio dovrebbe essere disturbata, addirittura compromessa perché il bambino non impara le tabelline a memoria?
Si trovano in commercio testi dedicati all’infanzia che pretendono di far imparare ai bambini le tabelline, con memoria meccanica, spesso associata a filastrocche oppure a colori o immagini che esulano dal concetto di numero. Siamo ad un utilizzo del fascino della musica (uso di CD) per mettere in atto apprendimenti su associazioni meccaniche, ossia addestramenti. Se esistono in commercio molte pubblicazioni che puntano su apprendimenti meccanici vuol dire che, per molti insegnanti, l’insuccesso che possono constatare in vari scolari, è un peso difficile da sopportare e affrontare. Anche per l’educazione musicale si verifica il proliferare di testi che propongono attività sotto forma di gioco e puntano alla notazione come procedimento addestrativo.
Perché istaurare nei bambini associazioni che nulla hanno a che fare con la realtà creando così dei riflessi condizionati?
L’agire in musicoterapia ed in pedagogia musicale ha come punto di partenza la distinzione fra: educare e addestrare.
Tutto ciò che riguarda i segni scritti tracciati dall’uomo nella storia dell’umanità (lettere dell’alfabeto, numeri, note musicali) ha a che fare con la corporeità. Quando il bambino ha occasione di sperimentare attraverso se stesso, arriva all’apprendimento senza fatica.
Non è così facile farsi capire. Se valutiamo molti degli esercizi che si fanno a scuola in lingua italiana o in aritmetica, possiamo riscontrare (è accaduto anche per noi, nel passato), che l’esercizio proposto porta in sé il procedimento ed il punto di arrivo. Questo modo di procedere è la negazione dell’esperienza. Lo sperimentare stimola verso la ricerca di differenti soluzioni. Alla fine si sceglie la soluzione più diretta, la meno laboriosa. La discussione che sta fra lo sperimentare e la sintesi finale è la motivazione per procedere.
L’agire attraverso lo sperimentare conduce il bambino ad imparare ritrovando la congruenza fra se stesso (la corporeità, i vissuti, le esperienze) ed i segni scritti. È un modo di agire che non è stato attuato con noi nel passato, non è nella prassi degli insegnanti. Ecco spiegato perché per prendersi cura delle problematiche dei bambini di oggi implica il prendersi cura, in primo luogo, di noi stessi. Gli adulti sono disposti a questo?
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