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Relazione circolare

Nel setting in musicoterapia, secondo il modello A.P.M.M. (G.Cremaschi Trovesi e Simona Colpani) interagiscono:
- il musicoterapeuta;
- il professionista collaboratore;
- il bambino (paziente);
- i genitori (spesso un genitore).
Si tratta di un agire umanistico - sistemico. Il percorso terapeutico, attraverso l’interagire col bambino, coinvolge i genitori. Ciò che accade nella realtà modifica il modo di pensare dei genitori. Non è necessario discutere sui pregiudizi, sui modi comuni di pensare, su previsioni più o meno infauste per il futuro; è importante affidarsi a ciò che accade. Quando un bambino sfoga le sue emozioni, trova accoglienza in momenti difficili, incomincia a ritrovare la sua corporeità attraverso il contatto diretto con il professionista collaboratore e con la risonanza corporea (il bambino è steso sopra alla cassa armonica del pianoforte e il professionista collaboratore è a contatto diretto con lui, agisce su di lui), riprende fiducia in se stesso e si comporta in modo imprevedibile anche per i genitori. Così ha senso parlare di storia, di percorso, di condivisione delle esperienze e delle emozioni. Ciò che accade è condiviso dalle persone presenti, è un camminare insieme verso un futuro che si costruisce insieme.
I genitori chiedono spiegazioni, espongono dubbi, raccontano eventi significativi della loro vita e del figlio in modo estemporaneo, suggerito da quello che sta accadendo. Le credenze dei genitori sono così messe in discussione non per il gusto di discutere ma per gli eventi che accadono, per procedere verso una crescita interiore in comune.
La presenza dei genitori è opportuna con i bambini piccolissimi e con i bambini in generale.
In altri casi viene decisa volta per volta.
In altri casi ancora è del tutto esclusa.