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Sordità infantile

Le esperienze in Musicoterapia umanistica dimostrano che il bambino sordo, correttamente diagnosticato e protesizzato, accede in modo naturale alla parola, attraverso il canto. Il bambino sordo è rispettato nella sua essenza umana di bambino che esprime la sua gioia di vivere con la voce (canto) che si fa parola. Anche i sordomuti sono dotati di voce. Il mancato utilizzo della "voce" ne rende inutile la presenza. L’utilizzo e la padronanza della voce è possibile imparando ad ascoltare. Un bambino sordo che impara ad "ascoltare" insegna agli adulti che è importante non confondere sentire ed ascoltare. L’ascolto è frutto dell’intenzionalità, della volontà interiore. Questa volontà nasce dal piacere, dalla gioia di sentirsi accolti ed apprezzati. Ascoltare è un’arte che nella Musicoterapia umanistica si impara proprio dai bambini sordi.

ASPETTI MUSICALI

IL CORPO VIBRANTE
La percezione delle onde sonore investe il corpo attraverso la Risonanza Corporea. Questo tema è trattato nel testo "Il Corpo Vibrante" con una verifica effettuata su 465 bambini sordi.
L’Utilizzo degli apparecchi acustici. È possibile operare con ogni tipo di apparecchio acustico: esterno retro - auricolare, endoaurale (all’interno del canale uditivo), interno (impianto cocleare).
Il bambino sordo con apparecchio acustico impara ad ascoltare attraverso: la risonanza corporea, la presenza dei residui uditivi, l’utilizzo degli apparecchi acustici.
Vivere i suoni imparando a distinguerli con progressione crescente e costante in un contesto di gioia. Il contesto di gioia favorisce un tono muscolare elastico che permette al corpo vibrante e all’apparato uditivo la trasmissione delle onde sonore ed il progredire nel riuscire a distinguere i timbri sonori.
Un bambino sordo, imparando ad ascoltare, per volontà propria, impara a godere dei vantaggi della parola. Per questo incomincia a parlare, secondo il suo modo di distinguere i suoni che si affina progressivamente con la fiducia e l’autostima che si rafforzano perché il bambino si sente compreso dagli altri.

Vedi articolo di Giulia Cremaschi Trovesi

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