Category: Bibliografia

Segno e disegno – Psicogenesi dell’alfabeto

Autore: Kallir Alfred

Questo libro narra la storia dell’alfabeto. Una storia affascinante e ai confini dell’incredibile. Si è sempre saputo, già dall’antichità, che le lettere dell’alfabeto greco e poi romano, tuttora in uso, derivavano dai segni di scrittura semitici, i quali erano a loro volta il frutto di una secolare stilizzazione di pittogrammi originari, cioè di immagini e disegni che solo in seguito divennero meri segni convenzionali. Ma nessuno, prima di Alfred Kallir, aveva effettivamente potuto ricostruire questa vicenda dalle prime immagini del paleolitico sino a noi, attraverso un confronto magistrale con tutti i sistemi di scrittura via via inventati dall’uomo. Il risultato è stupefacente e tale da modificare molte abituali credenze sulla scrittura. Anzitutto Kallir ne mostra l’antichità coeva con i suoni della lingua, poi lo straordinario valore iconico e simbolico; quindi dimostra che il nostro alfabeto, nella successione non casuale dei suoi segni, raffigura una ben precisa fase dell’evoluzione umana e narra una storia di domesticazione in cui le valenze magiche, cosmiche e sessuali dei simboli scritti stanno in primo piano; infine solleva l’ipotesi che la scrittura documenti l’esistenza di un inconscio collettivo dell’umanità tuttora operante nei sistemi di comunicazione e che trova conforto anche in tal une tesi psicanalitiche. In tal modo Kallir apre la via a una nuova disciplina scientifica, che propone di chiamare “semantica bisferica” o “semasiologia bisferica”, dedicata allo studio delle corrispondenze profonde che legano i segni visivi della scrittura con i segni uditivi della parola. Di questo originale campo d’indagine e della sua fecondità per la filosofia e le scienze della comunicazione e del linguaggio Kallir offre una documentazione sterminata e in tutti i sensi straordinaria, la cui semplice e innegabile evidenza al tempo stesso emoziona e stupisce il lettore moderno, del tutto ignaro del senso profondo dei segni di scrittura, ai suoi occhi insignificanti e indifferenti, che quotidianamente usa.

Musicoterapia con il grave insufficiente mentale

La musica, gli strumenti, il suono possono aiutarci nel tentativo di comunicare con un bambino gravemente ritardato? Possono facilitare la nostra relazione con lui? Possono rendere più gratificante e più felice il tempo e lo spazio del nostro incontro? Nel presente volume ho cercato di dare risposta a queste domande in base all’esperienza personale con bambini plurihandicappati gravi o gravissimi.
In particolare ho riportato i dati e il resoconto di una sperimentazione ministeriale, svolta in una scuola elementare speciale nella quale da alcuni anni, come gruppo di musicisti e ricercatori, conduciamo sedute di musicoterapia.

Musica e trasformazione

Autore: Scardovelli Mauro

La “PNL umanistica”, fondata recentemente in Italia, integra in un disegno unitario la PNL (programmazione neurolinguistica) americana con i modelli più efficaci desunti nell’area della psicologia umanistica: approccio rogersiano, psicosintesi, analisi transazionale, biosistemica, bioenergetica, corenergetica, modelli cognitivisti.

In “PNL umanistica” si ritiene che l’evoluzione personale sia fortemente agevolata dall’esperienza di uno stato profondo. Che cosa è uno stato profondo? È uno stato di coscienza caratterizzato da una visione allargata che ci deriva dall’identificarci temporaneamente nel nostro vero centro, cioè nel nostro sé superiore, secondo la psicosintesi, o nel nostro core, secondo la corenergetica.

L’esperienza soggettiva di uno stato profondo corrisponde a quella che Aurobindo definisce la “vera natura della mente”: calma, recettività, senso di unione, armonia, amore.

Può la musica, utilizzata in un’ottica PNL, aiutarci a contattare il nostro centro, la nostra saggezza interiore, la nostra vera identità?

Quale musica, in quali circostanze? In che modo questa esperienza può cambiare la nostra percezione di noi stessi e degli altri? In che modo può renderei più aperti, empatici, flessibili? Quale influenza questo stato esercita sulla nostra formazione, crescita, evoluzione? Quale influenza sulla musicoterapia?

Queste domande, insieme ad altre, hanno guidato !’itinerario di ricerca contenuto nel presente volume.

Metamorfosi e Musica in fenomenologia

«La musica non può appartenere a un pensiero che si è liberato dal corpo assimilando a sé tutto il razionale».
Questa profonda affermazione fatta da Augusto Ponzio in Semiotica della musica a mio avviso sintetizza peifettamente ciò che la fenomenologia intende per musica, a partire da Husserl per arrivare fino ai nostri giorni. Lascia infatti intendere che ogni atteggiamento soggettocentrico, come quello caratterizzante la metafisica occidentale, è essenzialmente antimusicale, così come antimusicale è qualsiasi teorizzazione che pretenda di descrivere la pratica musicale e la fruizione estetica della musica senza cautelarsi criticamente dall ’uso ingenuo di parole-trappola come “tecnica”, “mente”, “corpo”. Si tratta di termini desemantizzati, irrigiditi in un ristretto significato univoco e dogmatico, che vanno invece risemantizzati immer wieder, sempre di nuovo, affinché possano ritrovare la loro plurivocità originaria. Vale a dire il loro potere di dar vita ad una metamoifosi, ad una rinascita, ad una seconda nascita nell’ alterità dialogica. Questo gesto fenomenologico preliminare volto alla risemantizzazione del linguaggio èestremamente importante per ritrovare infatti la nostra armonia originaria tra razionalità e corporeità, per ritrovare le nostre radici, per riscoprire le ragioni del corpo, per pensare nel corpo. Insomma per realizzare una metamorfosi apportatrice di benessere.

Manuale di musicoterapia

Il termine “musicoterapia” fa oggi parte del linguaggio corrente. Da alcuni anni abbiamo avuto opere che hanno affrontato e sviluppato questo tema. Queste opere, diverse nel loro contenuto, nel loro orientamento, hanno tuttavia un punto in comune: fanno tutte riferimento ai lavori del professor R. Benenzon. Medico, psichiatra, musicista, R. B. dirige e lavora in una istituzione per bambini autistici. Le sue ricerche l’hanno condotto a riflettere sull’apporto della musica, del suono, del gesto nel tentativo di comunicazione che egli conduce con questi bambini.
Quest’opera si rivolge quindi agli specialisti preoccupati di approfondire le proprie conoscenze ma anche al lettore desideroso di informarsi su una disciplina in pieno sviluppo.
“…Si tratta di un’opera seria, metodica, che ha il merito di affrontare chiaramente i diversi concetti, di citare le fonti, le origini della ricerca, gli esperimenti compiuti…” (dalla Prefazione di Gérard Ducorneau).

Mama Africa

Autore: Ghezzi Simona

Mama Africa è una collezione di esperienze fatte da Simona Ghezzi durante le sue frequenti visite in Sierra Leone.
I racconti dipingono scene di vita africana, solleticano i sensi, generano pensieri, provocando e ponendo interrogativi riguardo i diversi modi di guardare e leggere il mondo.
Questo mondo vissuto in Sierra Leone, nel corso di quattro viaggi uno dopo l’altro, appare proprio come il mondo della vita ricco di quei valori e di quelle contraddizioni forti che hanno tinte accese e non conoscono toni pacati.
Così si presenta questa Africa che incanta con le sue bellezze e le sue mostruosità, la sua gioia e i suoi dolori, la sua ricchezza e la sua povertà, facce di una sola medaglia.

Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto alla realizzazione di un progetto di produttive presso la Comunità di Lungi Freetown.

Lineamenti di musicoterapia

Le applicazioni cliniche e terapeutiche della musica stanno registrando anche in Italia un rapido sviluppo, non sempre inquadrato, però, in modelli teorici e metodologici coerenti. Il testo, che si rivolge a musicoterapeuti, psicologi e in generale agli operatori del settore, fa il punto sulle strategie di intervento e sulle tecniche applicative della musicoterapia postulando l’uso della musica come parametro relazionale non verbale, attraverso cui costruire una relazione terapeutica in casi di handicap neuropsichico.
Una sistematizzazione del corpus teorico e sperimentale della materia viene quindi proposta al lettore evidenziando quei “fondamenti comuni” tra forma musicali e vita mentale che sono alla base di qualsiasi strategia di intervento musicoterapico.

La terapia musicale per il ragazzo autistico

Un risultato costante nelle recenti ricerche sull’autismo è l’accertata sensibilità dei bambini autistici verso gli stimoli musicali. prendendo le mosse da questo fatto, alvin studia attentamente il rapporto tra musica e autismo, cercando di individuare e definire gli effetti della terapia musicale sullo sviluppo del bambino autistico. Si tratta di una ricerca comparata a lungo termine, condotta su un certo numero di casi rappresentativi di una vasta gamma di fenomeni autistici. Di qui anche il carattere differenziale dei risultati ottenuti. Il libro si articola in quattro parti.
La prima parte analizza l’influsso terapeutico della musica sul comportamento autistico, descrive le tecniche ricettive e quelle attive, soprattutto gli effetti che produce sui bambini autistici il contatto con i vari tipi di strumenti musicali, il rapporto tra suono degli strumenti e voce del bambino, il senso della melodia e del ritmo.
La seconda parte presenta una serie di casi esemplari, tratti dalle ricerche condotte dalla Alvin in un arco di tempo abbastanza lungo. I singoli casi evidenziano l’efficacia delle varie tecniche di sensibilizzazione alla musica, nonchè i caratteri specifici del suono dei differenti strumenti, come il cembalo, il pianoforte, ecc.
La terza parte illustra un progetto di ricerca sperimentato dall’autrice con lo scopo di trovare un modo di inserire i bambini autistici nella situazione normale dei coetanei valendosi di assistenti sociali e di specialisti di terapia musicale.
La quarta parte infine è sul ruolo dei genitori nell’azione di recupero dei figli autistici. Pur consapevole dei limiti di qualsiasi programma settoriale di recupero, l’autrice riesce a convincere della fecondità di questo metodo, convinzione che nasce dall’esame dei risultati conseguiti.

La musicoterapia per bambini disabili

L’approccio, le cui radici si affondano nella psicologia umanistica, afferma la dignità e il valore dell’essere umano e abbraccia l’assunto fondamentale secondo cui le potenzialità individuali formano un pattern unico per questa particolare persona. Lo scopo globale del libro è fornire al musicoterapista una base per la pratica della musicoterapia, risorse e metodi attraverso i quali potrà dare agli assistiti la possibilità di sviluppere una propria personalità e realizzare il proprio essere uomo nel modo più completo possibile, senza tener conto della disabilità.

La Musica nel Passaggio Luminoso

I saggi e i guaritori di tutti i tempi concordano sul fatto che l’amore è l’unica vera fonte di guarigione. L’ascolto profondo, senza giudizio, senza aspettative e desideri, è un autentico atto d’amore. Colui che ascolta deve essere in grado di mettere tra parentesi i suoi bisogni, le sue certezze, le sue convinzioni, per essere totalmente presente, nel qui ed ora, a completa disposizione dell’altro, senza teorie, senza giudizi e condizioni. Solo così si fa vuoto contenitore per accogliere la sofferenza dell’interlocutore, senza temerla, negarla e bloccarla in alcun modo.