DUE CHIACCHIERE CON SIMONA GHEZZI

 

 

 

Grazie per questa opportunità.

Scrivere.

Guardarmi indietro e vedere le orme dei passi che hanno lasciato i segni sulla sabbia.

Sono i segni di un’esperienza che si chiarisce nel tempo.

Sono Simona Ghezzi, musicista musicoterapeuta, innamorata della filosofia. La filosofia, insieme alla musica, sono state e sono tuttora il percorso di studi, lavoro e ricerca che ho scelto. La filosofia mi ha permesso di comprendere più da vicino il “fare musica”, la musica e la musicoterapia mi hanno permesso invece di mettere radici al pensiero, far si che non voli troppo in alto: questo è il rischio per chi studia filosofia, girare su se stessi.

Questa congiunzione ha avuto inizio dall’incontro con Giulia, un incontro magico. Il peso delle parole a partire dai suoni, il peso del dito che
affonda nel tasto del pianoforte, il valore del silenzio, un “fare” mai disgiunto da un “pensare” e un “pensare” mai disgiunto dal “fare”: questo
è ciò che ho avvertito dai primi istanti, nei primi incontri, ed è ciò che mi ha appassionato giorno dopo giorno.

Questa passione in questi anni mi ha messo anche tanto in crisi, crisi di fronte al dubbio, all’incertezza di un sapere presuntuoso, certo della sua incrollabile verità.

Lavoro da circa venticinque anni nel mio studio, incontrando bambini, ragazzi e famiglie, e nella scuola, dentro le classi liceali, a stretto contatto con gli adolescenti attraverso lo studio e la pratica della filosofia. Per un Etica delle passioni: ricordo questo lavoro molto intenso e
interessante dedicato a Spinoza, realizzato con i  ragazzi delle classi di quarta liceo insieme al gruppo ragazzi adulti dell’ANFASS di Crema,
nell’ambito di una rassegna culturale, dedicata alla monografia di personaggi leggendari. Un’esperienza entusiasmante: musica disabilità e filosofia a stretto contatto. La grande opera di Spinoza  prende vita, la visione razionalista dell’autore apre scenari che superano uno stato ordinario di coscienza nel quale emergono i temi del “non giudizio”,  della “beatitudine”, dell’“amicizia”.

Il mio lavoro dentro alla musica è iniziato proprio nelle classi delle scuole, dapprima scuole primarie , luogo prezioso per fare esperienza e
mettere in campo creatività, energia e un ascolto paziente. Amo tanto lavorare con l’infanzia. Giocando e suonando con i bambini, si
sprigiona in me la gioia infantile, il divertimento e lo stupore. Mi piace giocare davvero, e non far finta di…

Nelle situazioni più difficili, con bambini in difficoltà nelle relazioni, negli apprendimenti, è così importante questo “non far finta di…”, perché almeno una volta nella vita, tutti quanti noi siamo stati giudicati incapaci e inadeguati. Tutti noi viviamo di quelle passioni che animano le persone che incontro, l’amore, l’odio, la tristezza, la rabbia, la paura, la disperazione e la speranza… Sono le passioni che ci mettono in contatto con noi stessi, con gli altri, anche con i professionisti con i quali mi confronto, quelli che lavorano lasciando che il pensiero sia libero e autonomo, e coloro che, costretti nelle maglie delle istituzioni, incastrano ogni slancio, ogni speranza. E’ una realtà con la quale ho dovuto fare i conti.

In questi anni ho imparato anche la pazienza e la lentezza che agli inizi del mio lavoro non praticavo facilmente.

Questo lavoro lo vivo ogni giorno, e credo sia uno degli ingredienti irrinunciabili della mia felicità.

Simona Ghezzi