Category: Primo piano

SCUOLA DI MUSICOTERAPIA: L’ESPERIENZA DI FRANCESCO E MARTINA

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Siamo Francesco e Martina, decidiamo di scrivere queste righe insieme perché, nonostante sia difficile descrivere in poche righe quello che si vive per quattro anni all’interno della scuola di musicoterapia, vogliamo provare a raccontarvi la nostra esperienza di tirocinio, condivisa.


Siamo arrivati alla scuola di musicoterapia in modi diversi, ma il percorso ha unito le nostre differenti strade per condurci in un’unica direzione: la qualità della relazione. La musica è stata un elemento determinante. Ci ha aiutato a capire cosa significhi realmente la parola risonanza, intesa appunto come ri-sonare e quindi suonare con l’altro. Questo è il concetto chiave per entrare in una relazione autentica con una persona, senza giudizio. Ciascuno di noi va bene così com’è.

La realtà che abbiamo vissuto per quattro anni ha reso ciascuno di noi protagonista e facciamo fatica a descrivere efficacemente tutte le esperienze e le emozioni che abbiamo vissuto.

Il terzo anno della scuola di musicoterapia prevede che i corsisti si mettano in gioco con l’esperienza sul campo, questa voglia essere affiancamento a un professionista, ma anche esperienza diretta.

Decidiamo quindi di organizzare i nostri laboratori musicali assieme. L’idea nasce dalla proposta di un lavoro presso una residenza per disabili a Milano, successivamente pensiamo di allargare l’esperienza anche con un gruppo di bambini della scuola dell’infanzia.

Le due realtà sono differenti, ma fin da subito stabiliamo gli obiettivi che vorremmo attuare nel corso del tempo. Iniziamo queste due esperienze durante il quarto anno. Prenderci un anno in più per incominciare ci ha permesso di “buttarci” a pieno in questo lavoro, più maturi e con minor timore.

Entrambi avevamo già lavorato con i bambini, ma grazie alla scuola di musicoterapia il modo di approcciarsi, il modo di relazionarsi, il modo di condurre un’attività sono notevolmente cambiati. Siamo noi a essere cambiati.

La nostra crescita è avvenuta nel corso dei quattro anni, grazie anche a vari momenti di formazione personale, fondamentali per il nostro cambiamento. Possiamo dire quindi che la scuola di musicoterapia è stata per noi una vera scuola di vita.

Il lavoro all’interno della residenza per disabili invece è stata un’esperienza nuova per entrambi. Il condurre insieme il laboratorio di musica all’interno della residenza ci ha aiutato ad avere un duplice e più completo punto di vista. Ci è stato utile nel condividere le emozioni, sempre molto forti e positive. Il lavorare in coppia è stata una bella scoperta.

 

 

12° Convegno Europeo di Musicoterapia 8-12 giugno 2022 Edimburgo, Regno Unito

La conferenza è stata organizzata dalla British Association for Music Therapy (BAMT) e ospitata dalla Queen Margaret University di Edimburgo sotto gli auspici della European Music Therapy Confederation (EMTC). Questa conferenza segna il 30° anniversario delle conferenze europee di musicoterapia. Dopo la prima conferenza del 1992 svoltasi a Cambridge, la conferenza europea torna nel Regno Unito. Nell’arco di questi tre decenni, la professione di musicoterapista è cresciuta notevolmente e la conferenza europea è diventata un prestigioso evento triennale. In quanto tale, offre uno spazio unico per lo sviluppo dell’identità, delle conoscenze e delle competenze professionali e disciplinari dei musicoterapeuti a livello internazionale. In particolare in occasione del 30° anno di fondazione della European Music Therapy Confederation EMTC, è stata realizzata una mostra in cui viene rappresentata tramite un oggetto la Musicoterapia di ogni singolo paese e che vede la partecipazione dei 32 paesi europei iscritti a EMTC.

L’Italia é stata presente con una installazione nata dalla condivisione tra le 4 Associazioni professionali AIM, FIM, Punto di Svolta, Airem e il dialogo tra i Presidenti Mariagrazia Baroni, Giulia Cremaschi, Roberto Ghiozzi e Renato de Michele.

Per chi volesse approfondire vi alleghiamo il link degli estratti dei singoli interventi al Convegno: https://www.qmu.ac.uk/media/sbngjk2x/emtc2022-book-of-abstracts-final-20220603.pdf

Con grande piacere annunciamo infine che durante l’Assemblea Generale europea EMTC Elide Scarlata è stata eletta Presidente EMTC insieme a Rita Maia (Portogallo) e Nele Fiers (Belgio) rispettivamente vice presidente Segretario e vice presidente Tesoriere. In seguito a tale nomina, in accordo con i Presidenti delle 4 associazioni italiane iscritte ad EMTC, AIM, FIM, Punto di Svolta e AiRem, FIlippo Giordano è stato nominato Rappresentante Italiano presso EMTC.

Auguriamo buon lavoro e buona musicoterapia a tutti, in particolare a Elide e a FIlippo!

 

CONFERENZA INTERNAZIONALE “AL CENTRO DEL SUONO” MUSICOTERAPIA LUNGO L’ARCO DELLA VITA SABATO 1 OTTOBRE 2022 EURAC RESEARCH – BOLZANO, Italia

Scopo del convegno è quello di evidenziare l’idoneità della musicoterapia all’uso su tutta la durata della vita, presentando una serie di interventi incentrati sia sugli aspetti teorici che sull’applicazione pratica di tecniche e modelli.

Per la prima volta in Italia, oltre a tre esperti di fama internazionale, Alan Turry, Joanne Loewy e Esa Ala-Ruona, il convegno avrà come graditi ospiti i 4 Presidenti delle Associazioni Professionali Italiane di Musicoterapia iscritte alla EMTC, Roberto Ghiozzi, Mariagrazia Baroni, Renato De Michele, Giulia Cremaschi Trovesi.

L’intervento della Presidente FIM Giulia Cremaschi Trovesi avrà come titolo “Musicoterapia arte della comunicazione: suoni, ritmi, movimento origine delle arti e dei linguaggi”.

Il convegno avrà inizio al mattino alle 8:30 si terrà presso Eurac Research, istituto internazionale di ricerca e formazione fondato nel 1992 che accoglie ricercatori da tutta l’Europa per ideare e gestire progetti interdisciplinari a diretto contatto con società e imprese. La conferenza si svolgerà in italiano, ma sarà fornita una traduzione sincrona in inglese.

Maggiori informazioni, compresi i download del modulo di registrazione qui: https://www.musicoterapiaitalia.it/servizi

 

SECONDA EDIZIONE SETTIMANA ESTIVA “MAI PIU DA SOLI” 17-23 Luglio 2022 CREMA

Sui canali social Facebook e Instagram abbiamo seguito passo passo quanto è accaduto a Crema.

A Settimana Estiva conclusa ricordiamo tutti coloro che l’hanno resa possibile: i protagonisti in primis, le famiglie, e poi il gruppo dei professionisti che si è speso con passione e grande competenza, gli scout, i volontari della Casa del Pellegrino, i nostri partner e sponsor.

Per dare un’idea di quanto accaduto nella Settimana pubblichiamo il racconto di Paola Balestracci Beltrami del quinto e ultimo giorno, venerdì.

La parola che ci ha caratterizzato è CONSAPEVOLEZZA.

Andiamo con ordine.

Al mattino riprendono con entusiasmo le attività in programma: Musicoterapia, Musica d’insieme, Gioco sport, attività Montessoriane, attività assistite con il cane.

Ognuno si indirizza al suo laboratorio e, come già accaduto nei giorni precedenti, accadono piccole meraviglie.

Riccardo, 26 anni, viene da Roma. All’inizio sembrava un pesce fuor d’acqua. Poi si inserisce pian piano, sorride sempre di più, ci riconosce, ci prende per mano. Comunica con lo sguardo che giorno dopo giorno si fa più luminoso. Dopo il primo incontro di musicoterapia aveva scritto sul suo tablet: “Sono muto”. Nei giorni successivi comincia a esprime il desiderio di parlare. VENTISEI ANNI.

Scrive alla mamma dopo l’ultimo incontro di Musicoterapia: “VOGLIA SOLO DI PARLARE SI”.

E’ consapevolezza che cresce, coraggio che avanza, desiderio di cambiare, di mettersi in gioco. Durante la festa finale della sera suonerà accanto a me, con ordine ritmico preciso, attento, partecipe.

Anche nel laboratorio di Musica d’insieme abbiamo assistito a momenti magici. Chiara Balestracci con il suo violoncello ha incantato piccoli e grandi. Osservare i bambini con le mani ferme sulla cassa armonica dello strumento, occhi lucidi, attenti, mentre ascoltano il suono che entra dentro di loro. Ognuno aspetta il proprio turno, in silenzio e mentre Chiara suona vocalizziamo improvvisando. Si crea una culla di suoni che abbraccia i presenti, rincuora, calma, crea ascolto e attenzione. Poi è il momento di pizzicare le corde o sfregarle con l’arco. Che meraviglia: anche Alice lo fa, e il tono delle sue mani e delle sue braccia si ammorbidisce, come era già accaduto con il suono dell’arpa e del violino i giorni precedenti. I suoi occhi raccontano di questa nuova consapevolezza. Alla sera è sempre stanchissima, ma quando le nomino le belle attività fatte insieme con la musica sorride e si illumina.

Consapevolezza emerge anche nell’incontro finale con i genitori. Si sono sentiti accolti, portati, coccolati. Hanno apprezzato le attività loro dedicate, la dedizione degli scout, il clima di amicizia che si è creato. Si fanno forza l’uno con l’altro, decisi a far fruttare l’esperienza di condivisione della Settimana Estiva e a portarne l’energia ricevuta e la consapevolezza maturata nella loro quotidianità.

La serata finale è un momento di grande festa. I bambini si siedono in cerchio, i più grandi agli strumenti. E’ con noi anche Paolo Simonetti che ha condotto il laboratorio di percussioni martedì ed è tornato per far festa con noi. Cantiamo e suoniamo insieme due brevi canzoni. Si percepisce una grande armonia. I bambini sono attenti e partecipano con allegria.

Nicola Bettinelli, presidente di Over Limits, propone un percorso lungo il perimetro del cortile interno della Casa del Pellegrino. Un bambino alla volta lo percorre mentre, improvvisando con tastiera, sassofono e percussioni, accompagniamo ogni movimento e gesto del bambino. Tutti partecipano, non ha importanza se i piedi sono costretti nei tutori e per camminare c’è bisogno del girello, se ha protesi acustiche, impaccio nel movimento…. BASTA. Non si vedono diagnosi, si vedono bambini che camminano, corrono, saltano, lanciano palle, sostenuti dagli scout o dai Clown VIP, dai fratelli, dagli amici, mentre i grandi, intorno, fanno il tifo. E’ in trionfo dell’infanzia.

Riccardo alla tastiera vicino a me e Simona Ghezzi, e Alice (17 anni) al tamburo aiutata dalla sua mamma e da Cecilia Zaninelli sostengono la nostra improvvisazione.

Applausi, grida di esultanza, allegria, occhi luccicanti di consapevolezza di avercela fatta: questi i bambini alla fine del loro percorso.

Arriva il momento della consegna degli attestati di partecipazione. Un attestato personalizzato per ogni bambino. E’ Giulia Cremaschi a consegnarli, uno per uno. Un momento di grande partecipazione ed emozione.

Poi la festa continua con i canti e i balli scout e le danze mimate dei Clown.

Non è stato facile salutarci a fine serata. Ci siamo detti arrivederci. Sì, perché un’esperienza così non può, non deve finire.

Care famiglie, i vostri bambini hanno conquistato il cuore di tutti. Grazie per la vostra presenza, la vostra testimonianza e la vostra forza. Ora siete certe che MAI PIU’ DA SOLI non è un motto, ma una realtà.

Nel sito www.paolabeltrami.it, la storia della nascita della settimana Estiva MAI PIU’ DA SOLI, il resoconto di ogni giornata, gli articoli di giornale, i video e i servizi televisivi dedicati.

Settimana Estiva MAI PIU’ DA SOLI

 

Paola Balestracci Beltrami

LA MUSICOTERAPIA NEI CONSERVATORI: L’ATTIVITÀ DI GIULIA CREMASCHI TROVESI

In questi ultimi anni la Musicoterapia in Italia sta ottenendo maggiore riconoscimento.

La Legge 4/2013 sulle Professioni non regolamentate, di cui la Musicoterapia fa parte, è stato il primo passo verso l’istituzionalizzazione di questa professione. In seguito all’approvazione della Legge, le maggiori associazioni di Arti Terapie italiane, tra cui la Musicoterapia, hanno costituito un tavolo di lavoro presso l’UNI, Ente italiano di normazione, che ha portato alla stesura della Norma UNI 11592 “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel campo delle Arti Terapie”, entrata in vigore nell’ottobre 2015. Tale Norma entra nel merito del percorso formativo del professionista delle Arti Terapie, stabilendo i criteri di formazione, in termini quantitativi e qualitativi, e quelli di accesso alla professione.

Ad oggi essa risulta la via per il riconoscimento della Musicoterapia. Infatti nella Norma UNI viene messa in risalto l’importanza della formazione musicale del professionista.

I Conservatori italiani sono incuriositi dalla Musicoterapia e si avvicinano a questa proponendo corsi e specializzazioni. C’è attenzione sulla qualità delle offerte formative proposte?

Nell’ultimo anno diversi Conservatori hanno chiamato Giulia Cremaschi Trovesi, Presidente F.I.M., a parlare di Musicoterapia.

Giulia Cremaschi collabora da anni con il Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo come docente di “Formazione musicale per la gestione dell’handicap” e del corso “24 Crediti”, che permette di ottenere i crediti Formativi Accademici necessari per entrare nelle Graduatorie docenti della scuola pubblica.

Il 27 ottobre 2021 a Roma al Conservatorio “Santa Cecilia” Giulia Cremaschi ha incontrato allievi e docenti. Il 25 febbraio 2022 a Firenze al Conservatorio “Luigi Cherubini” si è tenuto un incontro all’interno del progetto “Musica e Salute – Dialoghi tra Arte e Scienza” in cui tra i relatori sono intervenute Giulia Cremaschi e Simona Colpani Pedagogista e Psicomotricista della F.I.M.

In entrambi gli appuntamenti Giulia ha sottolineato l’importanza dei fondamenti epistemologici su cui si fonda la Musicoterapia Umanistica; inoltre ha ricordato quanto la fisica acustica sia il fondamento scientifico della musica sottolineandone l’importanza di essere conosciuta seriamente e condivisa dai musicisti.

Il 27 aprile 2022 a Bergamo nel Teatro dell’Istituto Palazzolo il Conservatorio “Gaetano Donizetti” e l’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia hanno invitato Giulia Cremaschi alla Giornata di studi “Musica a scuola”. Punto comune agli interventi della giornata è stata l’importanza della formazione degli insegnanti, in quanto le origini della musica devono essere ben conosciute per poter essere trasmesse.

Vi auguriamo quindi buono studio per una continua ricerca!

La Redazione

SCUOLA DI MUSICOTERAPIA: L’ESPERIENZA DI ANTONIETTA

Ciao Antonietta, mascotte del gruppo, siamo qui per conoscere il tuo percorso e sapere come hai conosciuto Giulia e il corso di Musicoterapia Umanistica.

Ho sentito parlare di Giulia Cremaschi Trovesi durante un corso di Educazione musicale a Milano nel 1997/1998, dove era stato fatto semplicemente un accenno alla Musicoterapia.

La stessa sera, a casa, ho cercato sul web i suoi recapiti e l’ho contattata.  Al telefono è stato amore “al primo ascolto”.  Successivamente, ci siamo incontrate nel suo studio a Ponteranica e ho da subito assistito ad alcune sue lezioni.

Dopo circa 15 anni, ho saputo che stava per iniziare il corso di Musicoterapia Umanistica sotto la sua direzione a Bergamo.

 

Il corso di Musicoterapia umanistica ha cambiato le tue abitudini, il tuo modo di affrontare la vita, il tuo approccio con le persone e con il lavoro?

Ha toccato varie dimensioni della mia vita che in effetti hanno dei punti in comune. Ho sviluppato l’Amore per tutto ciò che faccio e nei rapporti interpersonali, il Rispetto e l’Ascolto per la persona che ho davanti, che sia un adulto o un bambino.

Ho capito meglio il modo di scoprire la PERSONA  che c’è dietro la DISABILITA’, da valorizzare e da amare.

Ecco, una cosa che Giulia mi ha trasmesso, o meglio mi ha insegnato, è l’AMORE: lo percepisci mentre lei parla durante le lezioni (amore e rispetto per il suo lavoro) e lo senti anche durante gli incontri di Musicoterapia quando i suoi occhi non si staccano dal corpo della persona che sta seguendo. Ho sviluppato il senso dell’Empatia nel relazionarmi con gli altri: che sia mio marito, un alunno, un genitore, le amiche.

Il corso mi ha aiutata a diventare più chiara e ordinata possibile, organizzata e trasparente nella mia quotidianità. Ha rivoluzionato il mio modo di impostare il lavoro scolastico (insegno nella scuola primaria da 25 anni): i primi anni ho avuto grossi problemi con le colleghe, tuttora abituate ad un sistema già programmato e stabilito da una legge e indirizzi ministeriali che danno sicurezza ai docenti ma che non hanno nulla a che fare con i ritmi di apprendimento dei singoli alunni.

 

A livello musicale invece, è cambiato qualcosa o le tue competenze sono rimaste allo stesso livello di prima?

Ci tengo a sottolineare che per poter accedere a questo corso, occorre possedere un Laurea di Conservatorio o comunque una buona preparazione musicale e un titolo di scuola media superiore: a differenza di tanti altri corsi che non richiedono una base musicale. Come si fa a utilizzare, a “fare” musica senza averla mai sperimentata o senza conoscerla?

Tornando alla tua domanda, ti dico che avevo abbandonato lo studio del pianoforte dopo il Diploma e, dopo 20 anni, grazie a questo corso, ho dovuto riprenderlo. Non ricordavo più nulla: armonia, tecnica pianistica, storia della musica. Lentamente tutte le vecchie informazioni sono tornate alla memoria. Non solo, sono state riutilizzate in una forma diversa e viva. Ricordo che l’armonia, ad esempio, ai tempi del Conservatorio, era fine a se stessa; qui ho imparato ad applicarla improvvisando. Adesso, studiare un nuovo pezzo, impostandolo con ordine, cercando la musicalità e la struttura armonica, è diventato un gioco e una passione  (e una fatica iniziale). Durante gli incontri di Musicoterapia le dita hanno ripreso a muoversi e ad inventare melodie che mai e poi mai avrei pensato potessero nascere da me. E soprattutto mi diverto insieme ai bambini.

La parola ORDINE è la mia compagna di viaggio: dall’organizzare una lezione, a scoprire l’ordine delle note in uno spartito, alla ricerca del messaggio musicale. Non avrei mai detto che in età avanzata avrei imparato il flauto dolce e la chitarra. Per non parlare della tesi finale: una sfida per me che non ne scrivevo una dai tempi dell’università. Il titolo che ho scelto, “Suonare osservando, osservare suonando”, fa parte, insieme ad altre caratteristiche, del modo di fare musicoterapia di Giulia Cremaschi ed è, da allora, diventato fondamentale per il mio stile di vita!!

 

 

 

 

PROFESSIONE MUSICOTERAPEUTA? TUTTO HA INIZIO DA BAMBINA….

Sono Noemi Ciapponi, ho iniziato lo studio del pianoforte all’età di nove anni.

Proprio in quel periodo, nel mio piccolo paesino in riva al Lago di Como, correva voce che nel convento francescano locale avessero attivato degli incontri di musicoterapia: si diceva, tra l’incredulo ed il meravigliato, che una professionista venuta da lontano, faceva stendere bambini sordi sulla cassa armonica del pianoforte a coda e così otteneva risultati sorprendenti per la crescita dei bambini stessi.

La curiosità, l’interesse, le più svariate e fantasiose immagini prendevano vita nella mia mente di piccola pianista e lì sono rimasti per molti anni.

Poco prima del decimo anno di Conservatorio, ero costantemente presa dallo studio del mio strumento, mi dedicavo a concerti, concorsi, masterclass, finché un giorno, un caro amico mi ha fatto la domanda giusta al momento giusto ed ha  aperto in me la porta del cambiamento: “Tu vuoi dare la vita per qualcosa o per Qualcuno?”. Queste parole risuonano tutt’ora costantemente dentro di me. Nell’attimo in cui sono state pronunciate, sono riaffiorati immediatamente i miei ricordi e i miei sogni di bambina sulla musicoterapia ed ho avvertito subito il desiderio di voler mettere a servizio degli altri la mia arte utilizzando questo canale, con la volontà di poter così essere concretamente d’aiuto per Qualcun altro.

Dopo il diploma in pianoforte ho deciso di iscrivermi ad una scuola di musicoterapia ed è stato durante una conferenza presso l’Università di Padova, che ho conosciuto personalmente Giulia Cremaschi Trovesi.

Durante quell’incontro ho saputo con sorpresa, che la professionista di cui avevo tanto sentito parlare nel mio paesino quando ero piccola, era proprio lei e mai avrei immaginato che, alcuni anni dopo, avrei fatto io stessa musicoterapia nello stesso convento, con lo stesso pianoforte da lei usato!

Mi sono diplomata nel 2008 e dallo stesso anno sono membro della F.I.M. Dal 2015 sono musicoterapeuta certificata UNI 11592, secondo la legge 4/2013.

Dall’inizio del mio percorso ad oggi ho avuto la fortuna ed il privilegio di accompagnare nel cammino di crescita molti bambini, alcuni dai primissimi anni di vita.

Proseguo anche il mio ruolo di insegnante di pianoforte e grazie agli studi musicoterapeutici e pedagogici posso con fermezza dire che il mio modo di insegnare è diventato migliore, più maturo e completo.

La bellezza del lavoro che faccio arricchisce la mia vita e, come mamma di due bambini molto piccoli, sono consapevole di quanto il mio percorso formativo possa essere di grande utilità anche per i miei figli.

Ad oggi opero in Chiavenna (So) ed in St.Moritz (Svizzera), dove mi occupo anche di psico-pedagogia musicale nelle scuole dell’infanzia, in asili nido e conduco incontri di formazione per  il personale docente.

noemiciapponi@gmail.com  

Settimana estiva “Mai più da soli” 17 – 23 luglio 2022

 

Dopo il grande successo della sua prima edizione, la Settimana Estiva MAI PIU’ DA SOLI torna arricchita di novità e sorprese.

Saremo a Crema, presso la Casa del Pellegrino, ai piedi della magnifica basilica di S. Maria della Croce, dal 17 al 23 luglio 2022.

L’arte è uno strumento potente di rinascita, di aggregazione, di riscatto sociale. A partire dalla musica e dalla Musicoterapia, la Settimana Estiva vuole essere un momento e un luogo per fare esperienza del “fare insieme”, dell’immergersi in attività artistiche, di gioco, di movimento per ritrovare serenità, per guardare i propri figli con occhi diversi, per non sentirsi mai più da soli.

La Settimana “Mai più da soli” non è un centro estivo per bambini con disabilità, ma è rivolta alla famiglia, con il desiderio di:

• fare famiglia

• dare l’opportunità ai bambini e ragazzi con disabilità di fare un’esperienza intensiva di attività artistiche ed educative per tirare fuori il meglio di sé

• avere cura dei fratelli e delle sorelle

• incontrare i genitori, dando spazio al confronto.

L’iniziativa è destinata a 20 famiglie di bambini e ragazzi con disabilità provenienti da tutta Italia. Cuore dell’idea è farsi carico dell’intera famiglia, offrendo sia momenti da vivere tutti insieme, sia attività specifiche per i vari membri (il bambino, i fratelli /sorelle, la coppia), perché la disabilità è una condizione di vita che riguarda non solo il bambino/ragazzo ma anche la sua famiglia.

Eccone l’elenco delle attività in breve:

• Musicoterapia

• Arpa terapia (per i genitori)

• Arte terapia

• Clown terapia

• Attività Montessoriane

• Giochiamo a fare sport

• Musica d’insieme (per i fratelli e sorelle)

Interventi assistiti con animali

• Incontri genitori con i professionisti

• Visite guidate nel Parco del Serio

Il gruppo Scout Crema 3 metterà a disposizione giovani dai 17 ai 20 anni per animare vari momenti delle giornate, organizzare giochi coi fratelli e sorelle, accompagnare le famiglie nelle attività esterne alla Casa del Pellegrino. 

La settimana estiva avrà luogo a Crema (CR) presso la Casa del Pellegrino, luogo accogliente e ospitale ai piedi della Basilica di S. Maria della Croce, sede dell’omonima associazione di volontariato che si occupa, oltre alla ristorazione, di organizzare eventi finalizzati alla valorizzazione della Basilica, di promuovere la cultura del volontariato come fattore educativo e di riscatto sociale anche mediante coinvolgimento di persone svantaggiate o appartenenti a categorie fragili della società.

Per maggiori informazioni: Paola Beltrami 333 8294355 e musicoterapiafim@gmail.com

 

RISONANZE: CONVEGNO-SPETTACOLO A REGGIO EMILIA

Un convegno-spettacolo di grande impatto quello che si è tenuto a Reggio Emilia il 13 novembre scorso, presso l’Aula Magna di Palazzo Dossetti sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia, organizzato da L’Indaco in collaborazione con la F.I.M.
Questo evento ha concluso un anno di iniziative dedicate ai  31 anni di attività della nostra associazione.

L’Indaco è una associazione culturale, un centro di ricerca  nato per indagare e sviluppare le valenze educative della musica e dei linguaggi espressivi coniugando il modello di Musicoterapia di Giulia Cremaschi con il pensiero umanistico di Mauro Scardovelli.

L’intento del convegno è stato quello di proporre una riflessione sul tema della Risonanza, tema molto caro al modello di Musicoterapia proposto dalla F.I.M. al quale l’Indaco, con consapevolezza, ha sempre aderito nelle sue proposte.

Nel panorama scientifico e culturale attuale il principio della Risonanza si pone come elemento trasversale ai campi di conoscenza dell’umano e, per un ente come il nostro che si occupa di relazioni in educazione e in terapia, si tratta di un aspetto molto interessante, ricco di spunti da approfondire.  Pensiamo  la risonanza come un vero e proprio dialogo tra l’esistente, e il permettere di risuonare pone in relazione l’individuo al suo ambiente, al gruppo di appartenenza, alle relazioni significative che segnano il suo percorso evolutivo.

Il convegno si è strutturato in due momenti: una prima parte in cui il fenomeno della Risonanza è stato sviluppato dal punto di vista teorico, con interventi di fisica acustica, biologia e medicina, filosofia e arte, culminando con l’intervento di Giulia Cremaschi che ha lanciato un ponte con la parte successiva, dedicata alla Risonanza come fondamentale strumento nei processi educativi e di cura.

In questa seconda parte gli interventi hanno riguardato la psicologia, la pedagogia speciale, la logopedia, la Comunicazione Facilitata e a conclusione il percorso de l’Indaco.

Essendo la Risonanza un fenomeno primariamente acustico, non poteva mancare in questo contesto un’attenzione alla Musica, luogo principe della Risonanza come viene comunemente intesa; ed infatti l’intero convegno è stato incorniciato e accompagnato da un’opera commissionata appositamente per l’occasione.
Il compositore Enrico Scaccaglia ha interpretato il percorso dei vari interventi con un ensemble di quattro strumenti che hanno dialogato per dare il senso dell’origine vibratoria della realtà.
L’opera musicale si è conclusa con una performance di due voci narranti e due danzatrici che hanno rappresentato il mito delle muse, momento suggestivo sia per la metrica greca con la quale è stato presentato, sia per la coreografia che ha espresso la connessione tra passato presente e futuro e ha voluto ribadire l’importanza della memoria come àncora necessaria alla sopravvivenza umana,individuale e collettiva.

Franca Moretti, Cristina Moscardi, Maria Stella Vannini

UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA…

Ho il piacere di raccontare la mia esperienza dopo un’estate un pò insolita, perché è la prima estate in cui ho attraversato l’Italia in lungo e in largo in auto. Avevo già esperienza di viaggi lunghi, avendo parenti in regioni lontane e anche per il fatto che nel 2019 ero partita a bordo della mia auto, assieme al cane al gatto, per andare verso Nord e attraversare alcuni stati fino alla Svezia, un viaggio durato quasi quattro mesi.
A fine marzo, nel 2020, è andata in onda una trasmissione nel programma ‘Che ci faccio qui’ Rai3, condotta da Domenico Iannacone, con una puntata intitolata ‘Giulia e Giulia’. Chi erano le due Giulie?
La sottoscritta e la sua maestra di musicoterapia.
Due Giulie che già si conoscevano da tempo, perché fu proprio l’altra Giulia a farmi riscoprire la musica e a ispirare i miei genitori sul mio percorso. Sono stata iscritta a una scuola di musica molto presto, già all’età di tre anni e mezzo.
Dopo la bellissima trasmissione, sono stata contattata da centinaia di persone da tutta Italia e qualcuno anche dall’estero. Mi sono trovata un po’ in difficoltà perché stavo frequentando una bella scuola di grafica, dove ho preso una qualifica professionale, e terminava nel mese di giugno dopo gli stage e gli esami finali. Non era semplice presenziare dalla mattina alla sera a scuola e agli stage, e al contempo essere travolta dall’ondata mediatica, avevo dei bei colpi di sonno davanti al computer, devo dire che alla scuola sono stati molto carini e pazienti.
Nel giro di 4 mesi sono riuscita a rispondere ai messaggi e alle mail che arrivavano, scusandomi di volta in volta per il ritardo.
Quando è terminata la scuola ho iniziato il tour italiano: dal Friuli alla Puglia, ho partecipato a una serie di eventi a cui ero stata invitata per suonare ed espormi.
Tra cui: “La notte dei lettori” sotto la loggia del Lionello a Udine, il “Festival della Lentezza” a Parma, il “BeHeart Festival” a Latisana, “Omaggio agli Ulivi” in Puglia, esibizione in un parco archeologico sotto le stelle sempre in Puglia, “Festival Bosco” a Civezzano (TN), partecipazione musicale al Bosco delle fate a Padova, partecipazione musicale per una raccolta fondi destinata a “Still I Rise” di Nicolò Govoni, partecipazione musicale a un coro di Edimburgo, esibizione musicale alla Fraternità di Romena, esibizione musicale a Pontedera per “La nota del dono”, video musicale sulla terrazza panoramica di Terricciola, esibizione musicale ai Frati di Assisi, partecipazione musicale per la presentazione di un Club sportivo a Tarvisio; esibizione musicale a una mostra d’Arte allestita a Tarcento.
Ho poi suonato due brani accompagnata dal pianista e dalla violinista di Andrea Bocelli, ed è stata un’esperienza a dir poco unica suonare con dei musicisti virtuosi.
Certo, per via della sordità, ho fatto e faccio molta fatica a migliorarmi tecnicamente con il violoncello, devo ricercare un metodo che mi consenta di superare gli ostacoli legati soprattutto all’intonazione, e per ora trovo utile creare dei piccoli segni sulle corde, in modo che possa riconoscerli e usarli come riferimenti.
Andrebbero perfezionati, al momento mi servo di un pennarello con cui faccio i segnetti, e poi fisso il colore con un pò di colla attack, che lascia anche piccole sporgenze riconoscibili al tatto.
Il resto è riconoscibile attraverso le vibrazioni.
Ancor oggi ricevo richieste di partecipazione a eventi vari e non solo eventi, anche progetti di varia natura, soprattutto rivolti a un pubblico giovanile, ragazzi delle scuole.
La visibilità mediatica è stata un’esperienza intensa, a tratti difficile, ma quello che mi ha portato è stato bellissimo, nuove conoscenze, nuove storie, nuovi progetti, nuove possibilità. A breve lascerò la mia città natale e mi sposterò in una città da cui sarà più semplice viaggiare verso altri luoghi, un pò più ‘centrale’ anche se sempre in zona nordica.
Continuerò nel mio impegno e passione di scoprire la musica, soprattutto il violoncello, sperando di trovare sistemi sempre migliori, e proseguirò anche con i progetti che vorrei realizzare (sono tanti ma ne basta almeno qualcuno).
Giulia Mazza